
Con la presente si fornirà una breve disamina
sulla fiscalità ai fini delle imposte dirette dei
trust e del loro utilizzo quale strumento per
eventuali forme di ottimizzazione fiscale a
confronto con l’utilizzo di strumenti societari
classici, quali le holding di partecipazione.
Il trust è un negozio giuridico di origine
anglosassone, con il quale un soggetto
chiamato disponente trasferisce alcuni beni
di sua proprietà (immobili, partecipazioni
societarie, ecc.) al trust designando un
soggetto chiamato trustee il quale deve
amministrarli secondo le regole stabilite
nell’atto istitutivo del trust, quindi per un
interesse meritevole di tutela secondo
l’ordinamento giuridico, nell’interesse dei
beneficiari che possono essere individuati
in sede di costituzione del trust o in un
momento successivo.
L’effetto principale del trust è la segregazione
patrimoniale, in forza della quale i beni in
trust costituiscono un patrimonio autonomo
rispetto al patrimonio del disponente, del
trustee e dei beneficiari, non essendo
escutibili dai creditori di questi ultimi.
Si ritiene doveroso precisare che la finalità
dei trust non attiene quindi esclusivamente
ai profili fiscali dello stesso, bensì ai suoi
interessi meritevoli di tutela, quali ad esempio
il passaggio generazionale nell’ambito di
un gruppo societario, l’assistenza ad un
figlio disabile o la segregazione dei beni
a favore del mantenimento dei figli, ecc.
L’amministrazione finanziaria, difatti, ai
sensi dell’art. 37 bis D.p.r. 600/73 può
disconoscere gli effetti della segregazione dei
beni in trust qualora lo stesso sia costituito
per l’unica finalità di elusione fiscale.
L’amministrazione finanziaria è intervenuta
in materia di trust con la circolare 48/E del
6 agosto 2007 e con la circolare 61/e del
27 dicembre 2010. Sostanzialmente con la
circolare 48/e si è confermata la soggettività
tributaria dei trust, estendendo allo stesso
l’imposta tipica delle società (Ires), degli
enti commerciali e non commerciali. Ai
fini della tassazione sono individuate due
categorie di trust: la prima con beneficiari di
reddito individuati, i cui redditi sono imputati
per trasparenza ai beneficiari, la seconda
senza beneficiari di reddito individuati i
cui redditi sono attribuiti direttamente al
trust (cd trust opachi) E’altresì possibile
che un trust sia al contempo sia opaco che
trasparente,ossia quando parte del reddito
del trust è accantonata a capitale e parte
invece distribuita ai beneficiari individuati. La
circolare n. 61/e del 2010 evidenzia invece
che non sono validi sotto il profilo fiscale i
trust che sono istituiti e gestiti per realizzare
una mera interposizione nel possesso dei
beni e dei redditi; ciò accade quando il
potere di gestire e disporre i beni permane in
tutto od in parte al disponente e quindi non
si verifica il reale spossessamento dei beni.
In tale circostanza il trust deve considerarsi
inesistente dal punto di vista dell’imposizione
dei redditi e quindi gli stessi sono soggetti a
tassazione in capo al disponente.
E’ altresì doveroso citare una norma
che, sebbene di carattere transitorio, è
attualmente vigente nell’ordinamento
tributario, ossia l’art. 4 comma 1 lettera
g, del d.lgs. 344/2003 che disciplina la
tassazione dei dividendi percepiti da enti
non commerciali. La norma recita che gli utili
percepiti, anche nell’esercizio di impresa,
dagli enti non commerciali, non concorrono
alla formazione del reddito imponibile, in
quanto esclusi nella misura del 95% del loro
ammontare.
Fatte le premesse di cui sopra, si metterà a confronto la tassazione di un trust che detenga partecipazioni in una società di capitali S.r.l. (società X) rispetto al fatto che dette partecipazioni siano detenute da una holding di partecipazioni S.r.l.. Si ipotizza che da dette partecipazioni siano ottenuti dividendi o altresì che le stesse possano essere cedute con realizzo di plusvalenze.
Si ipotizza altresì che:
La società X distribuisce dividendi per euro 100.000.
Dividendi percepiti dalla Holding S.r.l.
| 1) Dividendi distribuiti | euro 100.000 |
| 2) Imponibile holding s.r.l. (100.000 *5%) | euro 5.000 |
| 3) Imposta Ires holding (27,50% * 5.000) | euro 1.375 |
| 4) Dividendo distribuito da holding netto | imposte euro 98.625 |
| 5) Imponibile Irpef soci (98.625 * 49,72%) | euro 49.036 |
| 6) Imposta Irpef soci (49.036*43%) | euro 21.085 |
| TOTALE IMPOSTE HOLDING E SOCI (1.375 +21.085) | euro 22.460 |
Ora analizziamo il caso che la holding e il trust realizzino una plusvalenza di euro 100.000 per la cessione della partecipazione qualificata nella società X, e poi detta plusvalenza sia distribuita ai soci della holding o ai beneficiari del trust, soci le cui partecipazioni siano qualificate.
Dividendi percepiti dal trust opaco non commerciale
| 1) Dividendi distribuiti | euro 100.000 |
| 2) Imponibile trust (100.000 *5%) | euro 5.000 |
| 3) Imposta Ires trust (27,50% * 5.000) | euro 1.375 |
| 4) Erogazione ai beneficiari | imposte euro 98.625 |
| 5) Imponibile beneficiari | euro 0 |
| 6) Imposta beneficiari | euro 0 |
| TOTALE IMPOSTE TRUST E BENEFICIARI (1.375) | euro 1.375 |
Ora analizziamo il caso che la holding e il trust realizzino una plusvalenza di euro 100.000 per la cessione della partecipazione qualificata nella società X, e poi detta plusvalenza sia distribuita ai soci della holding o ai beneficiari del trust, soci le cui partecipazioni siano qualificate.
Plusvalenze realizzate dalla holding
| 1) Plusvalenza realizzata | euro 100.000 |
| 2) Imponibile holding s.r.l. (100.000 *5%) | euro 5.000 |
| 3) Imposta Ires holding (27,50% * 5.000) | euro 1.375 |
| 4) Dividendo distribuito da holding netto imposte | imposte euro 98.625 |
| 5) Imponibile Irpef soci (98.625 * 49,72%) | euro 49.036 |
| 6) Imposta Irpef soci (49.036*43%) | euro 21.085 |
| TOTALE IMPOSTE HOLDING E SOCI (1.375 +21.085) | euro 22.460 |
Plusvalenza realizzata dal trust opaco non commerciale che detiene la partecipazione come socio qualificato.
| 1) Plusvalenza realizzata dal trust | euro 100.000 |
| 2) Imponibile Ires trust (100.000 *49,72%) | euro 49.720 |
| 3) Imposta Ires trust (27,50% * 49.720) | euro 13.673 |
| 4) Erogazione ai beneficiari | euro 86.327 |
| 5) Imponibile beneficiari | euro 0 |
| 6) Imposta beneficiari | euro 0 |
| TOTALE IMPOSTE TRUST E BENEFICIARI (13.673) | euro 13.673 |
Riepilogando le situazioni sopra evidenziate, è chiaro come il trust consenta di ottenere un vantaggio in termini di tassazione rispetto ad una società holding, sia nel caso di percezione dei dividendi che nella realizzazione di plusvalenza.
| Dividendi qualificati percepiti da holding imposte 22.460 | 22,46% |
| Dividendi qualificati percepiti da trust opaco imposte 1.375 | 1,37% |
| Plusvalenze qualificate realizzate da holding imposte 22.460 | 22,46% |
| Plusvalenze qualificate realizzate da trust opaco imposte 13.673 | 13,67% |
E’ facilmente dimostrabile come le stesse conclusioni si potrebbero ottenere nei casi di trust trasparente e/o partecipazioni e/o dividendi cd non qualificati.